cavitazione, diatermia, Wellness Project       
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diatermia, cavitazione, Wellness Project




F.A.Q.

N.b: là dove si fa riferimento a specifiche tecniche le risposte in calce si riferiscono esclusivamente alla nostra apparecchiatura SIRIO

Qual è la prima garanzia di sicurezza da richiedere?
La certificazione: chi acquista un macchinario non ha, né è tenuto ad averle, le competenze ingegneristiche per leggere una scheda tecnica e verificarne la conformità reale alle leggi di sicurezza.
La certificazione viene rilasciata dopo il superamento di severi test di laboratorio (ad esempio il controllo schermatura da radiazioni elettromagnetiche) da strutture riconosciute a livello internazionale. Spesso viene confusa con l' autocertificazione ma è cosa ben diversa: l'autocertificazione è un documento prodotto direttamente dall'azienda che produce o commercializza un'apparecchiatura, ma purtroppo non è sempre veritiera.
Quello che consigliamo per evitare sgradevoli sorprese quando è poi troppo tardi, anche in caso di certificazione indicata sulle brochures, è di richiedere sempre questi documenti (è un Vostro diritto chiederli ed in questo caso un dovere non eludibile di chi vende, non una cortesia, fornirveli) e verificarne l'autenticità con una semplice telefonata al laboratorio certificante.
E' il primo modo per tutelare sia i pazienti che si sottopongono al trattamento, sia l'operatore che rischierebbe di utilizzare un macchinario potenzialmente dannoso, e per evitare inoltre di fare un incauto acquisto sull'onda di un momentaneo entusiasmo.

Quali effetti produce la diatermia ultrasonica a bassa frequenza a medio, breve e lungo termine?
L' onda meccanica degli ultrasuoni determina movimenti molecolari che aumentano l'energia cinetica delle molecole stesse: per la legge Joule l'energia potenziale di cariche elettriche in movimento viene in parte ceduta sotto forma di calore. Ne consegue un aumento della temperatura del materiale biologico che quando supera il valore fisiologico di 37°C può determinare l'inizio della denaturazione proteica (folding).
Il calore endogeno sviluppato stimola inoltre l'attività dei fibroblasti, portando ad un effetto di riempimento (temporaneo) delle striae distensae (smagliature) e ad una tonificazione generale del tessuto trattato.
Uno dei principali effetti provocati dalle onde ultrasonore è quello di rivascolarizzazione, con immediato miglioramento del trofismo tissutale, dell'aspetto estetico (buccia d'arancia) e del colorito, grazie anche allo scompaginamento delle fibre collagene dei tessuti fibrosi.
Inoltre la pressione esercitata dall'effetto cavitazionale aumenta la permeabilità degli adipociti, favorendo così il drenaggio e l'inizio dell'eliminazione dei rifiuti catabolici. I risultati ottenuti, ovverosia la diminuzione dei volumi del tessuto adiposo, si mantengono stabili nel tempo a condizione che il soggetto trattato mantenga un corretto regime sia alimentare che di vita, senza aumentare cioè l'apporto calorico in virtù degli esiti positivi.
E' comunque importante effettuare un check-up di controllo ogni due/tre mesi ed eventualmente una seduta di mantenimento.

Gli effetti meccanici proseguono anche nei giorni successivi al trattamento?
No, è assolutamente impossibile che questo avvenga, poiché l'ultrasuono è un onda meccanica: nel momento in cui il mezzo di propagazione dell'onda (trasduttore) viene allontanato dalla superficie cutanea la cavitazione non può verificarsi. E' vero invece che l'effetto di rivascolarizzazione e di aumento del metabolismo locale, quando è stato eseguito un protocollo corretto ed adeguato, prosegue e perdura nei giorni successivi.

Che differenza c'è tra frequenza e potenza?

La frequenza è l'unità di misura che indica quante volte l'onda oscilla in un determinato lasso di tempo (un secondo) e viene misurata in Hertz.
La potenza è la quantità di energia che passa attraverso i tessuti in un lasso di tempo e viene misurata in Watt.
Non è sufficiente però valutare solo questi due parametri per avere un' idea chiara del buon funzionamento di un'apparecchiatura.
Essi servono fondamentalmente per valutare la potenziale profondità della spinta, che poi viene trasmessa dal trasduttore (manipolo).
Anche la tecnologia ed i materiali con cui quest'ultimo è stato realizzato influenzeranno in maniera sensibile i risultati finali.

Quali sono la migliore frequenza e la migliore potenza?
Non esistono una frequenza e una potenza migliori, ma un protocollo migliore.
La frequenza, nel nostro caso 38 KHz, viene utilizzata come veicolatore degli impulsi. La giusta sequenza di onda pressoria, unita a una potenza calibrata in funzione al tessuto che trattiamo fa il "giusto protocollo". La nostra apparecchiatura SIRIO riadatta l'impedenza acustica attraverso un sofisticato circuito di rilettura del segnale. Una scorretta modulazione dei segnali diminuisce l'efficienza dello strumento che si riflette in risultati minori e di durata inferiore.
Frequenza e potenza sono due parametri non divisibili: il protocollo è dato da un insieme di fattori che interagendo tra loro rendono efficiente il sistema.

La bassa frequenza raggiunge profondità rilevanti: è possibile danneggiare organi interni ed ossa?
Innanzitutto è indispensabile chiarire alcuni concetti: non è solo la frequenza che determina la profondità alla quale un'onda può arrivare; altri fattori sono la sua intensità, la focalizzazione, le modalità di emissione, la durata ed il numero degli impulsi, nonché le caratteristiche del materiale (tessuto) che essa attraversa (che ne influenzano l'attenuazione, legata a riflessione, rifrazione, diffusione, assorbimento, impedenza, circolo ematico).
Esistono diversi studi che dimostrano quanto siano maggiormente utili le basse frequenze a bassa intensità, ad esempio, per la terapia di patologie vascolari, dalla trombosi venosa profonda fino all'infarto miocardico acuto e all'ictus ischemico.
Al contrario la tecnologia HIFU (Hight Intensity Focalized Ultrasound) viene ad esempio utilizzata nel trattamento del cancro alla prostata con frequenze decisamente alte (3 – 7 MHz, le stesse usate in fisioterapia) ma focalizzate ad una tale intensità da disintegrare in brevissimo tempo un tumore.
Ed ancora, nella litotripsia per il trattamento di calcolosi renale ed ureterale si utilizzano dai 1 ai 120 Hz, una frequenza quindi bassissima (da 300 a 38.000 volte più basse di quella impiegata nel nostro caso) ma con una potenza volutamente distruttiva eccezionale (v. bibliografia ).
E' poi verissimo che l'impiego di una buona apparecchiatura è fondamentale per la sicurezza sia del paziente che dell'operatore, oltre che per il buon esito, non solo estetico, di un trattamento.

Come vengono smaltite le nuove sostanze di rifiuto liberate con la disgregazione delle membrane adipocitarie?
Il protocollo corretto prevede che subito dopo il trattamento di diatermia ultrasonica a b.f. il paziente si sottoponga a linfodrenaggio Vodder oppure, dove non è possibile, ad una seduta di pressoterapia, per coadiuvare l'organismo nel metabolizzare e smaltire naturalmente i trigliceridi, gli acidi grassi, i vari rifiuti catabolici attraverso il circuito linfatico, l'apparato epatico e l'emuntorio renale.
Ricordiamo che è possibile operare su pazienti sani, o che comunque non rientrino nelle categorie indicate nella sezione 'Controindicazioni'.

Il trattamento può avere effetti collaterali?
Ne ha sicuramente, ma, se l'apparecchiatura è di buona qualità e viene utilizzata correttamente, sono tutti di lieve entità.
Durante o dopo il trattamento si possono manifestare piccoli esantemi o eritemi, un leggero indolenzimento e talvolta nausea, nonché differenti colore/odore/consistenza di urina e feci.
Eseguendo esami di laboratorio il giorno successivo al trattamento si vedrà un leggero innalzamento dei valori delle transaminasi GPT. Non si troveranno invece né chetoni né proteine nelle urine che risulteranno comunque più dense a causa dell'aumento delle scorie da esse veicolate.

Le teleangectasie ed i capillari sono una controindicazione?
Una buona apparecchiatura non deve assolutamente provocare traumi di alcun genere, tantomeno al microcircolo che invece beneficia dell'azione ultrasonica per migliorare l'elasticità vascolare.

Come deve essere fatto un manipolo per offrire le prestazioni migliori?
Il manipolo è il trasduttore attraverso il quale l'onda viene propagata dall'apparecchiatura al tessuto. E' fondamentale che sia stato realizzato utilizzando materiali di primissima scelta.
La superficie di lavoro migliore è in leghe speciali di alluminio.
Non deve assolutamente surriscaldarsi dopo qualche ora di lavoro: questo perché l'aumento di temperatura porta al deterioramento della componentistica interna.
La maggior parte dei manipoli realizzati in acciaio che lavorano con le basse frequenze dopo circa 70 ore di lavoro comincia a presentare un alone scuro al centro della superficie irradiante, che aumenta gradualmente di diametro, compromettendone la capacità operativa. In entrambi casi è necessaria la sostituzione.
E' altrettanto importante che sia ergonomico, per consentire all'operatore di impugnarlo agevolmente ed esercitare la pressione necessaria secondo i protocolli di utilizzo.
E' altresì rilevante considerare la dimensione della superficie da cui viene emessa l'onda: la capacità di penetrazione dell'onda è inversamente proporzionale al diametro del trasduttore e alla frequenza di emissione, e direttamente proporzionale alla potenza.

I protocolli operativi sono uguali per tutti?
No, ogni casa madre dovrebbe mettere a punto dei protocolli operativi studiati nel corso del tempo per ottimizzare i risultati ottenibili con le proprie apparecchiature.
Un'azienda che mantiene attiva la ricerca modificherà nel corso del tempo tali protocolli, insieme al software a cui essi devono adeguarsi.

Dopo quanto tempo va sostituito un manipolo?

La vita media di un manipolo deve essere di circa 500 ore (nel nostro caso coperte dalla garanzia), ma non è detto che non possa superarle. L'importante è che sia sempre utilizzato secondo le indicazioni della casa madre, che non venga interamente immerso in acqua (la pulizia si effettua con un panno inumidito di detergenti non aggressivi) e che non sia sottoposto ad urti.

E' indispensabile eseguire l'infiltrazione?

SIRIO è stata concepita per limitare il più possibile l'invasività del trattamento, pertanto operando seguendo i protocolli corretti e con il programma idoneo sono sufficienti dalle 8 alle 10 sedute per ottenere ottimi risultati senza infiltrazione.
I nuovi protocolli con soluzione fisiologica o diversi cocktail che attualmente stiamo sperimentando per ottimizzarne l'efficacia (vedi 'Protocolli'), abbreviano sensibilmente il numero di sedute in quanto consentono di sviluppare ulteriormente il fenomeno cavitazionale (ricordiamo che la cavitazione avviene soli in presenza di fluidi) ed eliminare le sostanze di rifiuto di cui sopra. L'infiltrazione risulta invece molto utile in caso di tessuti particolarmente fibrotici.
Non dimentichiamo che il numero di sedute necessarie e l'esito variano da soggetto a soggetto, in base alle abitudini di vita e alimentari dello stesso, al tipo di tessuto, al metabolismo ed anche all'apparecchiatura che si sta utilizzando ed al protocollo di lavoro, nonchè dalla manualità dell'operatore.

E' indispensabile far firmare il consenso informato?

Certamente sì, in quanto qualsiasi trattamento eseguito su una persona ha effetti collaterali, di lieve o grave entità, e precise controindicazioni.
Compilare insieme al paziente il modulo del consenso informato, dove sono riepilogate le indicazioni e le controindicazioni del trattamento, è un preciso dovere da parte del Medico per tutelare la salute del paziente.

 




http://it.wikipedia.org/wiki/Cavitazione

http://it.wikipedia.org/wiki/Ultrasuoni

http://it.wikipedia.org/wiki/Liposuzione